Il 20 marzo è stato proclamato Giornata Mondiale della Felicità.
Lo ha deciso l’assemblea generale dell’ONU,riconoscendo così che la felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità e che merita, di conseguenza, di essere celebrata con tutti gli onori.
Secondo il rapporto World Happiness Report 2017 il livello di felicità più elevato si riscontra tra la popolazione del Nord Europa, soprattutto norvegesi e danesi mentre le posizioni più basse in questa specifica classifica risultano occupate dagli stati dell’Africa sub sahariana. L’Italia si posiziona attorno al 50esimo posto.
Da questo rapporto risulta che maggiori livelli di felicità si riscontrano laddove è più elevata la fiducia nella società e nel governo.
Ma qual è il segreto della felicità? L’Umanità intera, nel corso della Storia, ha cercato dappertutto la chiave che potesse spalancare la porta che conduce al regno della felicità. Non solo filosofi e teologi, artisti poeti e musicisti si sono spesi in questa, spesso vana, ricerca. Ognuno di noi nel suo quotidiano fa di tutto per raggiungerla o almeno per avvicinarsene almeno un pò, in alcuni casi in modi artificiali e dannosissimi con le droghe, oppure più opportunamente cercando la pace interiore (ad es. con lo YOGA) o l’Amore, quello vero, che è spesso sinonimo di felicità anche se a volte fugace se non irraggiungibile.

Oggi, grazie ai progressi della ricerca scientifica, conosciamo qualcosa in più sui meccanismi fisiologici che stanno alla base della felicità.
E’ appurato che si tratta non solo di una condizione emotiva “astratta” ma che alla base di questo fenomeno esistono vere e proprie reazioni chimiche. Esiste un neurotrasmettitore (vale a dire una sostanza prodotta dal nostro corpo) chiamato serotonina che svolge un ruolo fondamentale nel regolare il tono dell’umore, tanto da essere chiamato “ormone della felicità“.
Se infatti il livello di serotonina nel circolo sanguigno è più basso rispetto alla soglia normale, si riscontrano stati depressori, ansia, astenia, malessere generale, difficoltà di concentrazione, insomma stati di diffusa e dolorosa infelicità. Viceversa a livelli di serotonina  nel sangue più elevato della norma si accompagnano benessere diffuso, grande energia fisica e mentale, positività e un atteggiamento complessivo di soddisfazione e voglia di vivere.
Uno studio dell’Università di Pisa con un Istituto di tecnologia di Rovereto ha “fotografato”, tramite risonanza magnetica, la sequenza di attivazione del cervello quando è stimolato dalla serotonina aprendo la strada a promettenti ricerche per sconfiggere non solo patologie purtroppo di osservazione quotidiana, come ansia e depressione, ma anche malattie neuropsichiche quali schizofrenia e autismo.

Insomma la felicità dipende dal benessere psicofisico della singola persona e dell’intera collettività. Oltre al ben conosciuto PIL (prodotto interno lordo) recentemente è stato coniato il termine FIL, vale a dire “felicità interna lorda” di un paese. Gli aridi numeri dell’economia fotografano solo la ricchezza materiale di un paese ma la felicità dipende da molti altri parametri che hanno a che fare con la qualità della vita e con le relazioni sociali di una comunità.